La concia nel Salento, diffusa soprattutto tra Maglie, Galatina e Tricase, ha le sue radici nelle antiche tradizioni della concia al vegetale che richiedeva un duro e lungo lavoro nelle concerie artigianali. All’epoca dei Lamarque questa attività si sviluppò soprattutto con la crescita del mercato di "finimenti" per bestiame: un settore importante, prima dell’avvento del motore, per l’intensificarsi dei traffici commerciali e delle conseguenti necessità di trasporto.
La lavorazione delle pelli richiedeva molta acqua, di origine piovana o sorgiva, e polvere di tannino, una sostanza dalle proprietà "concianti" ricavata dalla Quercia Vallonea, una specie che ha potuto sopravvivere e riprodursi grazie a particolari condizioni climatiche e geologiche.
Allinizio del 900, le difficoltà legate alla scarsità di acqua, i rapidi mutamenti del mercato e levoluzione industriale delle tecniche di lavorazione hanno progressivamente portato alla scomparsa delle concerie nel Salento.
Oggi, la storia dei fratelli conciatori Pierre e Jean Lamarque consente di riscoprire il significato quasi dimenticato di testimonianze e simboli legati allArte della concia.